La Birmania volta pagina

15_11_05_campagna106Domenica la Birmania ha voltato pagina.  Una pagina lunga anni di dittatura militare, appena mitigata negli ultimi tempi da qualche timida apertura che non ha cambiato sostanzialmente il volto antidemocratico del regime.

Il popolo birmano ha voltato pagina e l’ha fatto nel modo più giusto. Col voto.  Sottoponendosi con tranquilla allegria alle lunghe file davanti ai seggi che i media ci hanno mostrato.  Evidenza multicolore di quel pellegrinaggio di speranza evocato dal cardinale Charles Bo, arcivescovo di Yangon: “Il voto è un pellegrinaggio di speranza. Tutti noi intraprendiamo questo pellegrinaggio. Il nostro destino è nelle urne. Il diritto di voto è sacro”, ha detto.

Ha vinto la mobilitazione democratica della Lega Nazionale per la Democrazia, il partito guidato da Aung San Suu Kyi, Premio Nobel per la Pace, figlia di Aung San, l’artefice della indipendenza del Paese, assassinato a 32 anni.

Ha vinto Aung San Suu Kyi, la donna che ha sfidato la dittatura, resistendo a lunghi anni di isolamento agli arresti domiciliari voluti dai militari.

Ora comincia per la Birmania il cammino più difficile.  Trasformare questo grande successo elettorale in una vera democrazia, dove tutti abbiano uguali diritti.  Un Paese di uguali e finalmente in pace.

Un cammino difficile e forse lungo. Che avrà bisogno anche del sostegno e della solidarietà internazionale. Ma domenica è cominciato. Il primo passo è stato fatto.

Noi, l’Associazione per l’Amicizia Italia – Birmania, ci sentiamo partecipi di questo successo e vogliamo esprimere al popolo birmano e ad Aung San Suu Kyi tutta la nostra soddisfazione per il risultato e gli auguri più sinceri per il lavoro che li attende.

Ma è grande il rammarico per non poter condividere la gioia di queste ore con Giuseppe Malpeli, il nostro presidente, che ci ha lasciato pochi giorni fa.

Vogliamo dedicare anche a lui questi momenti di gioia: grazie Giuseppe per averci portato la Birmania.  Per averci portato in Birmania.  Grazie Giuseppe per averci portato Aung San Suu Kyi, cittadina onoraria di Parma.  Per averci portato da Aung San Suu Kyi.

Noi andremo avanti, lungo la strada che Giuseppe ci ha indicato.  Insieme ai nostri amici birmani. Insieme al popolo birmano.

L’Associazione per l’Amicizia Italia – Birmania.

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