VERSO LE ELEZIONI DELL’8 NOVEMBRE: “Si vota per il cambiamento”

NLD_flagParlando a Taungoo, nella regione di Bago, il 7 agosto, Daw Aung San Suu Kyi ha esortato chi l’ascoltava a guardare oltre al singolo candidato.

“Desidero che comprendiate che non siete chiamati a votare per una persona, ma a votare per il cambiamento”, ha detto, aggiungendo che la LND potrà cambiare il paese solo con il sostegno del popolo.

”Solo una dittatura agisce senza il sostegno del popolo”.

Tuttavia non sono mancati i malumori nei confronti di quella che molti considerano una selezione dei candidati quantomeno controversa, con molte figure popolari lasciate fuori a meditare se correre per un seggio in competizione contro il partito che li ha rifiutati.

I casi che hanno creato più clamore sono quello del leader di generazione 88 U Ko Ko Gyi, che comunque ha dichiarato di non voler partecipare alle elezioni e quello dell’importante esponente politica Daw Nyo Nyo Thin che invece ha dichiarato, in polemica con i leaders del partito, di volersi confrontare con il candidato dell’LND del proprio territorio.

Secondo Derek Tonkin, editore del sito Network Myanmar, ci si doveva attendere, in ogni caso, il malcontento degli esclusi.

L’LND, infatti, rappresenta per gli aspiranti politici un invitante “carro del vincitore” sul quale cercare di saltare.

Questi episodi tuttavia non hanno intaccato la forza d’attrazione dell’LND nei confronti degli elettori, anche se il gioco politico nel Sud Est Asiatico, avverte Tonkin, è pur sempre qualcosa d’imprevedibile.

Per capirne di più, occorrerà attendere gli ultimi 60 giorni di campagna ufficiale.

Nei giorni scorsi, la Commissione Elettorale dell’Unione (UEC) ha annunciato che i candidati registrati per le elezioni dell’8 novembre 2015, ammontano a 6.189.

La quota maggiore appartiene alla Lega Nazionale per la Democrazia, il partito d’opposizione, con 1.151 candidati.

L’USDP, partito al governo, si presenta con 1.134 candidati, mentre 763 sono i candidati del National Unity Party e 323 quelli indipendenti.

Intanto, nella giornata di venerdì è stato firmato un accordo tra Birmania ed Unione Europea per una Missione di Osservatori per tutta la durata delle elezioni di novembre.

L’accordo tra le parti prevede che l’UE invii nelle circa 50.000 sezioni elettorali più di 100 ispettori.

Altri 40 ispettori saranno forniti dal Carter Center, l’organizzazione internazionale fondata e guidata dall’ex presidente degli Stati Uniti.

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