“Cari Amici” di Albertina Soliani

Cari Amici,

stiamo vivendo un tempo di grande impegno. In Myanmar stanno combattendo il Covid-19 a mani nude, confidando nelle persone e nei loro comportamenti, sono questi gli strumenti decisivi in ogni sfida.

Contemporaneamente, stanno affrontando il superamento dei conflitti armati con il processo di pace attraverso la Conferenza di Panglong del XXI Secolo di cui ad agosto si è tenuta la quarta sessione: anche i militari hanno approvato le premesse per una Unione federale e democratica. Nello stesso tempo si stanno preparando le elezioni politiche previste per l’8 novembre.

Ho scritto agli amici birmani una lettera, con i sentimenti della nostra condivisione. Ovunque è in gioco la democrazia, essa è nelle nostre mani.

In Italia andremo alle urne per un voto regionale e per il referendum. Il referendum tocca la Costituzione, riguarda il taglio del numero dei parlamentari. E’ materia discutibile, in me prevale il disagio profondo per come la cosa è stata motivata, impostata e trattata. La Repubblica, di cui il Parlamento è pilastro essenziale, va trattata con cura. Ne va della democrazia.

Tra l’altro, questa proposta di fatto ridurrebbe la presenza delle donne e favorirebbe prevalentemente candidati ricchi, sottomessi ai capi. Voterò NO.

Attendo con gioia la visita solitaria di Papa Francesco ad Assisi il prossimo 3 ottobre, vigilia della Festa di San Francesco. Lì firmerà la sua terza Lettera Enciclica, “Fratelli tutti”, sulla fratellanza universale.

Rivive in me lo stupore e la gratitudine degli anni del Concilio che hanno nutrito la mia giovinezza.

Abbiate cura di voi, il contagio non è finito. E poi c’è tutto da costruire. A cominciare dagli studenti, la vera risorsa per il futuro.

Vi allego il testo della lettera che ho inviato agli amici birmani.

Grazie sempre.

Albertina


Parma, 7 settembre 2020

Carissimi Amici,

Vi porto nel cuore, lo sapete.

La distanza di questi mesi accresce il desiderio di vedervi, siamo più vicini che mai. Stiamo affrontando la stessa sfida, fermare il Covid-19, liberare ogni popolo da questa sofferenza.

Sapete che noi, ogni persona, con i nostri comportamenti possiamo fermare il contagio. Sono sicura che voi, come noi, sarete impegnati in prima persona, per voi stessi, i vostri famigliari, i vostri amici, i vostri vicini, per l’intero popolo del Myanmar.

Aung San Suu Kyi vi guida e vi protegge, con tutta se stessa. Un grande dono per tutto il popolo birmano, e per il mondo. Una grande storia di libertà e di responsabilità, la sua, che raccoglie quella di ciascuno di voi. Come sapete siamo stati sempre in contatto con voi in questi mesi, specialmente grazie all’ Università di Parma, i vostri medici, l’Ambasciatrice d’Italia a Yangon e l’Ambasciatrice del Myanmar a Roma.

Continueremo nel prossimo periodo la nostra collaborazione, sperando che si aprano presto le condizioni per riprendere i nostri scambi tra Parma, l’Italia e il Myanmar. Speriamo di riprendere presto a volare gli uni verso gli altri.

Cari Amici, vedo il futuro del Myanmar nei giorni che stiamo vivendo. La riconciliazione e la pace, la cessazione dei conflitti, la costruzione di una Unione Federale Democratica. La 4^ Conferenza di Pace di Panglong del XXI Secolo, appena conclusa, è una promessa e un impegno per il futuro. Tocca a voi, tocca a questa generazione portare nel mondo un nuovo Myanmar, con il suo messaggio di verità, di giustizia, di pace, di fiducia nei valori universali. Noi lo aspettiamo, con voi lo vogliamo vivere perché la vostra riconciliazione è la nostra riconciliazione, il vostro sviluppo è il nostro sviluppo, la vostra democrazia è la nostra democrazia.

Ha detto Aung San Suu Kyi aprendo la 4^ sessione della Conferenza di Pace: «Prima di morire, vogliamo goderci la pace nel nostro Paese». Sì, cari amici, anche noi con voi vogliamo camminare in pace in ogni angolo della splendida Birmania.

L’8 novembre vi recherete ai seggi per decidere il futuro politico del Myanmar. Considero le elezioni la più grande espressione del legame che unisce le persone e ne fa un popolo, la più importante manifestazione della libertà. Il destino del Myanmar è nelle vostre mani, nella scelta della coscienza di ciascun cittadino. Il filo della democrazia, che ha fatto nascere la nostra amicizia, ci unirà nel giorno delle prossime elezioni.Sono sicura che ciascuno di voi andrà a votare, e che farete in modo che tutti lo facciano. Nel voto di ciascuno è la base della Repubblica, il segno della sua coesione.

La sera dell’8 novembre, mandateci una buona notizia: che ha vinto pienamente la democrazia in Birmania. Abbiate sempre fiducia nella democrazia, nella partecipazione del popolo, nella pace: sono i beni comuni dai quali deriva tutto il resto, la libertà, la salute, l’istruzione, il lavoro, il benessere. Sappiate che dall’Italia vi pensiamo sempre, con infinita gratitudine, con una solida fiducia.

Oggi è il tempo di essere responsabili gli uni degli altri, e di compiere le scelte giuste. Quelle fondamentali, per le quali tanti hanno dato la vita negli anni passati. Essi camminano con noi, sono davanti a noi. Davanti a tutti Aung San, oggi come allora. Ci ritroveremo presto. Ci diamo appuntamento alla Pagoda Shwedagon, accanto al Monumento agli Studenti caduti nel 1920, che guarda a occidente. Ci sarà lo spirito di Giuseppe, con noi. Siate forti, e responsabili, sempre. Anch’io, anche noi insieme con voi. Vi abbraccio uno per uno.

Mingalaba.

Albertina

English version

Questo articolo è disponibile anche in: Inglese

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *