Associazione Parlamentare “Amici della Birmania”, Zampa e Quartapelle scrivono all’Ambasciatore del Myanmar

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Nota dell’Associazione Parlamentare “Amici della Birmania”

Nei giorni scorsi l’on. Sandra Zampa, Presidente dell’Associazione Parlamentare “Amici della Birmania” e l’on. Lia Quartepelle, deputata PD aderente alla stessa Associazione e membro della Commissione Esteri della Camera dei Deputati, hanno inviato una lettera all’Ambasciatore del Myanmar in Italia Sua Eccellenza Tin Swai, con la quale le parlamentari esprimono profonda preoccupazione per le notizie giunte dal Myanamar in relazione alla libertà di espressione.

Le notizie si riferiscono all’arresto, da parte delle forze speciali di polizia, di quattro giornalisti e del direttore del giornale Unity, con l’accusa di aver pubblicato segreti di Stato, dopo che il giornale aveva riferito della sospetta esistenza di una fabbrica di armi chimiche nella Birmania centrale. Il rapporto pubblicato la scorsa settimana e dal titolo: “Una segreta fabbrica di armi chimiche degli ex generali, tecnici cinesi e del comandante in capo della township di Pauk” comprendeva fotografie del supposto impianto di armi chimiche, nella divisione di Magwe.

Le parlamentari hanno sottolineato la costante attenzione con la quale il Parlamento italiano ha seguito in questi anni la situazione del Myanmar, la vicinanza dell’Italia al popolo birmano e il sostegno manifestato dal nostro popolo sia attraverso le iniziative di associazioni, istituzioni locali e società civile, sia attraverso la costituzione dell’Associazione parlamentare “Amici della Birmania” e i contatti diretti che l’Associazione ha avuto con la realtà sociale e politica del Paese.

Dopo aver rilevato l’importanza della collaborazione politica, economica e sociale tra l’Italia e il Myanmar che corrisponde all’interesse di entrambi i popoli, le parlamentari sottolineano l’importanza del consolidamento della riforma democratica in Myanmar come fattore decisivo per lo sviluppo delle relazioni tra l’Unione europea e il Myanmar, e, dunque, tra l’Italia e il Myanmar.

In nome dei comuni obiettivi di salvaguardia dei diritti e della pace, le parlamentari valutano come preoccupanti le notizie arrivate in questi giorni perché ritengono fondamentale la garanzia della libertà di espressione quale premessa alle libertà individuali e ad una autentica costruzione democratica.

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