Cinque giornalisti birmani nuovi cittadini onorari di Sala Baganza (Parma)

birmaniSono stati nominati nuovi cittadini onorari di Sala Baganza cinque giornalisti birmani detenuti in un paese che è senza libertà di stampa

Approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale di Sala Baganza la delibera che conferisce la cittadinanza onoraria a quattro giornalisti birmani e all’editore del giornale Unity Weekly, detenuti nel loro Paese con l’accusa di aver rivelato segreti di Stato. I cinque, Thae Yar Zar Oo, Kyaw Thet Paing, Lu Maw Naing, Si Thu, e U Tin Soe, sono detenuti per aver pubblicato a gennaio un’inchiesta su una presunta fabbrica di armi chimiche nel distretto di Pauk dove gli operai starebbero perdendo la vista, aggiungendo che lo stabilimento sarebbe sotto il controllo di alcuni generali del Myanamar in affari con la Cina.

Nelle motivazioni della delibera si legge: “Si conferisce la cittadinanza onoraria del Comune di Sala Baganza ai giornalisti Thae Yar Zar Oo, Paing Thet Kyaw, Lu Maw Naing, Si Thu Soe e U Tin San, che con la loro attività professionale assicurano il diritto alla libertà d’opinione e d’espressione nel loro Paese, il Myanmar, sancito dall’articolo 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, approvata dall’Assemblea delle Nazioni Unite il 10 dicembre del 1948. Il loro esempio, che si ispira ai valori universali della democrazia, ha un profondo significato educativo per l’intera comunità di Sala Baganza e per le nuove generazioni in tutto il mondo”.

Il Sindaco di Sala Baganza Cristina Merusi afferma: “La libertà dell’informazione è alla base della democrazia in un Paese libero. Per supportare questa libertà che si ha attraverso il giornalismo e chi lo pratica abbiamo deciso di onorare i cinque giornalisti dell’Unity in Birmania attraverso l’atto per noi più importante: il conferimento della cittadinanza onoraria della nostra città”.

All’atto voluto dal Sindaco Merusi, membro dell’Associazione per l’Amicizia Italia – Birmania, seguono le dichiarazioni del Presidente dell’Associazione Giuseppe Malpeli: “L’Associazione per l’Amicizia Italia-Birmania, di cui sono Presidente, segue la vita quotidiana e la storia del popolo birmano. Siamo molto vicini alle condizioni materiali e alla libertà del popolo e della signora Aung San Suu Kyi. Mi impegnerò per far avere l’atto ufficiale ai rappresentanti governativi del Myanmar, per dimostrare la nostra vicinanza ai cinque giornalisti arrestati e per far sentire che l’attenzione internazionale c’è e segue le loro azioni chiedendogli di rispettare i valori della democrazia”.

Sia Cristina Merusi che Giuseppe Malpeli sono stati intervistati in merito dal quotidiano on line Democratic Voce of Burma e la delibera votata all’unanimità dal Consiglio Comunale è stata presentata all’avvocato dei giornalisti che ha manifestato soddisfazione e ha ringraziato a nome dei suoi clienti i cittadini di Sala Baganza.

La notizia ha avuto grande eco nei media birmani e all’Associazione sono giunti gli apprezzamenti di Erika Berg, direttrice del Refugee Youth Empowered Awareness (USA).

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