Viaggio in Italia di Phyu Phyu Thin

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Cari Amici,
stanotte sono arrivati a Rangoon, dopo il viaggio in Italia, Phyu Phyu Thin, la parlamentare birmana della Lega Nazionale per la Democrazia e Soe Yar Zar Tun, suo attento e colto collaboratore. Sono subito andati a trovare all’ospedale di Rangoon U Win Tin, gli hanno portato parmigiano e culatello e il racconto dell’Italia. L’avevano lasciato tredici giorni fa in gravi condizioni, avevano pensato di rinunciare al viaggio, ma lui aveva detto loro che dovevano partire.
U Win Tin ha 86 anni, è un grande intellettuale e giornalista, dirigente della NLD dal 1988, consigliere di Aung San Suu Kyi. E’ uscito nel 2008 dal carcere dopo 19 anni, carcere molto duro. Phyu Phyu Thin (lei si firma Phyu ²) e Koasà (così abbiamo chiamato il suo collaboratore, semplificando il suo nome, i birmani fanno spesso così) gli sono molto affezionati, lo assistono ogni giorno. Durante il viaggio erano molto in pena, si informavano sulle sue condizioni, in San Marco a Venezia abbiamo pregato, ciascuno a modo suo, davanti alla Madonna della Vittoria, Nicopeia. Anche U Win Tin è stato in Italia e a Venezia, decenni fa. L’ho incontrato nell’agosto scorso a Rangoon, con Giuseppe e Alberto e ho parlato a lungo con lui.

Le vite degli anziani insieme a quelle dei più giovani, con una dedizione comune per tutta la vita agli ideali della democrazia. In questo contesto non vi è niente da rottamare. In Birmania le cose sono molto più serie, ciascuno risponde con la sua vita. Una lezione continua, per noi, di etica e di politica.
Ma Phyu, così la chiamiamo famigliarmente, portava sempre con sé, nel corso del suo primo viaggio in Italia e in Europa, il pensiero del Centro per i malati di Aids che ha fondato più di dieci anni fa. All’inizio li ha ospitati in casa sua, a Yangoon, poi in una specie di baracca 20 per 20. Ci stanno circa in 150-180. Quando a Parma ha visitato la Comunità Betania e Casa Francesco, bella e accogliente con 12 ospiti, lei ha detto che lì ci sarebbero stati i suoi 180. Adesso ha messo le fondamenta, su un terreno donato da un monaco, per un edificio di tre piani. Durante il viaggio pensava al suo rientro a Yangoon, ai suoi malati che crescono ogni giorno, arrivano semplicemente coloro che hanno bisogno, non c’è sistema sanitario in Myanmar e pensava ai fornitori da pagare. Si può sostenere il suo Centro inviando direttamente al conto numero 06010706000564601 intestato a Soe Yarzar Htun, swift code: KBZBMMMY.
Ci ha raccontato la sua vita. Da ragazza aiutava gli studenti della rivolta del 1988, il 26 agosto era sotto il palco, i pedi nell’acqua monsonica, durante il primo discorso pubblico di Aung San Suu Kyi davanti alla Pagoda di Shwedagon. Da allora le è sempre stata vicina. Aung San Suu Kyi le ha affidato prima i giovani della NLD e poi il settore sociale e lei ha cominciato a ricevere i malati in un angolo della sede del partito. Quando le dicono che non può curarli tutti così, risponde che quando li incontra non può abbandonarli. Li va a cercare nei villaggi, con tutti i mezzi, dalla bicicletta al carro con i buoi. E’ preoccupata perché mancano le medicine, è aiutata da una ONG olandese ma è troppo poco.

Nelle sessioni parlamentari è a Naypydaw. Fa parte della Commissione Economia e Finanza, cerca di sapere dal Governo dove sono le entrate e le uscite, dietro le cifre ufficiali, ma il Governo non risponde. Nella sua intervista a L’Unità di sabato 5 aprile dice chiaramente il suo pensiero politico.
Con questa esperienza di vita così di emergenza e così carica di responsabilità ha incontrato noi, il nostro Paese, le sue strutture sanitarie e ospedaliere, il nostro welfare, le istituzioni, la Commissione Sanità al Senato, il Sottosegretario agli Esteri Della Vedova alla Farnesina, il Prefetto, il Presidente della Provincia,  la Conferenza Sociosanitaria Provinciale a Parma. Ha visto funzionare la democrazia. Pensavo alle sue preoccupazioni, alla sua ansia nell’impatto con una realtà così nuova e alla sua attenzione così percepibile per tutto ciò che incontrava. All’Hospice Madonna dell’Uliveto ad Albinea ha detto che era un paradiso. Alla Fondazione Don Gnocchi a Milano e a Roma ha visto come si aiuta la disabilità e come si fa riabilitazione e formazione. Al Policlinico Gemelli ha incontrato l’Università Cattolica e il suo sostegno per una borsa di ricerca in campo agricolo (Piacenza) in raccordo con l’Expo 2015. A Parma ha visitato il Centro di Ricerca Chiesi e la sua Fondazione di solidarietà che opera ai confini del Myanmar.

A Bologna ha incontrato Romano Prodi, sulla situazione in Myanamar e in Asia, e sua moglie Flavia Franzoni sul  welfare europeo e italiano, centrato sulla persona e sulla comunità. Ha incontrato imprenditori della sanità disposti a dare una mano, e a Rubiera donne vivaci del PD. Il sindaco di Rubiera, che ha molte preoccupazioni come tutti i sindaci, ha detto: “Al confronto stasera vado a casa più leggera”. A Parma ha scambiato idee con il gruppo di medici e operatori sanitari, coordinati da Anna Mazzucchi, pronto a lavorare in Birmania nel campo della prevenzione. Ha visitato l’Ospedale dei Bambini e la Casa della Salute. Ha incontrato il Presidente della Fondazione Cariparma.
A Roma ha incontrato le Suore della Provvidenza che operano anche in Birmania, e giovani suore birmane. Hanno parlato a lungo insieme, da sole, felici.
E’ stata a Busseto nei luoghi verdiani, a Parma in Cattedrale e in Battistero, come Aung San Suu Kyi. A Parma l’ospitalità è stata donata dal Palazzo Dalla Rosa Prati. Siamo stati a Venezia, ha detto che vorrebbe che molti birmani la vedessero. Sempre gli altri, nei suoi pensieri. A Roma si è immersa nel mondo dell’antica Roma, come desiderava (si è laureata in una facoltà umanistica) ed è stata in Piazza San Pietro per l’Angelus. Il Papa ha parlato della resurrezione di Lazzaro e del genocidio in Ruanda.

Un viaggio per loro bellissimo, e bellissimo anche per noi. Siamo stati sempre insieme, vivendo problemi e speranze, con il cuore molto vicino. Abbiamo mescolato la nostra vita, la quotidianità e i pensieri profondi. Ci aiutavano la traduttrice birmana che da anni vive in Italia e l’inglese di Alberto, Anna, Francesca, Gianna, Carlo e Sara, quello tutto speciale di Giuseppe e il mio quasi inesistente. Ma la lingua vera è quella che viene dal cuore. E’ stata felice con Giovanni ed Emanuele, i figli di Carlo e Sara. Ha sentito il calore di Parma e dell’Italia, non era stato così negli altri Paesi dove era andata, gli Stati Uniti e la Cina. Ha visto la bellezza e la cultura del nostro Paese. Ricordo la sua esclamazione e il suo sguardo quando, da una via di Milano, all’angolo siamo sbucati in Piazza Duomo. E a Parma è salita sul campanile del Duomo e lassù ha voluto vedere in faccia l’Angelo Raffaele.

Cari Amici, cerco di dirvi l’essenziale di questa esperienza con la Birmania, che parla con eloquenza anche alla nostra vita in Italia. Parlano della loro democrazia e riscopriamo la nostra nei fondamentali: le libertà, la giustizia sociale, il welfare, la solidarietà come infrastruttura della convivenza, le istituzioni come pilastri della vita civile.

Aung San Suu Kyi sta per tornare in Europa. Nei prossimi giorni sarà a Berlino dalla Merkel e dai molti birmani che vivono là. Poi andrà a Parigi a ritirare la Legion d’Onore. Penserà che Parma non è lontana.

Intanto, ancora una volta, il dolore attraversa il nostro incontro con il popolo birmano. Il primo aprile, mentre Phyu Phyu Thin era qui, è morta all’ospedale di Bangkok Me Soe, la giovane birmana sorella di Luky, con la quale ero in corrispondenza. A 28 anni l’ha uccisa un tumore scoperto da poco. Ha un bambino di 10 anni che si chiama Giuseppe. La sua prima lettera inviatami, dopo che si era fatta leggere da un’amica che conosce l’italiano il mio libro alla Pagoda di Shwedagon, è pubblicata nella seconda edizione. “La vita e la morte sono sempre insieme”, le avevo scritto in una recente mail, e non sapevo. Nell’ultima, riprendendo un suo pensiero, le ho scritto “Aspettami sull’altra sponda dell’essere”. Negli ultimi tempi leggeva Bonhoeffer.
Cari Amici, il lavoro dell’Associazione continua, presto Giuseppe Malpeli vi dirà gli sviluppi.
Intanto, ci sosteniamo tutti a vicenda. La Pasqua è vicina, che sia davvero di Risurrezione.

Con profondo affetto

Albertina Soliani

Leggi l’intervento di Phyu Phyu Thin in Commissione Sanità al Senato del 3 aprile.

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