Svolta in Birmania: Aung San Suu Kyi eletta in Parlamento

svolta

Le elezioni suppletive del primo aprile in Birmania assegneranno 48 seggi vacanti e hanno visto la candidatura di Aung San Suu Kyi, leader dell’opposizione e Premio Nobel per la Pace. Il voto sarà osservato da 23 inviati dell’ASEAN (l’associazione dei Paesi del Sud-est asiatico), che ha confermato la partecipazione del contingente misto di parlamentari (due per Paese) e osservatori esterni; ci saranno inoltre rappresentanti di USA, UE e ONU, anche se in numero insufficiente a monitorare adeguatamente la regolarità del voto.

Il gesto di apertura del governo conferma il desiderio di far riconoscere alla comunità internazionale le riforme dell’ ultimo anno, tra cui la liberazione di centinaia di prigionieri politici, il ritorno in politica della “Lega Nazionale per la Democrazia” (NLD) di A. S. Suu Kyi, l’allentamento della censura e l’avvio di negoziati con alcune milizie etniche. USA e UE hanno fatto capire che dalla regolarità del voto dipende l’eventuale decisione di allentare o togliere le sanzioni.

Ma è improbabile che gli osservatori, in numero limitato, possano produrre un giudizio comprensivo e definitivo sul voto, che potrà solo scalfire il dominio del regime in un Parlamento di oltre 600 seggi. Sarà in ogni caso indicativo e propedeutico per le elezioni generali del 2015.

Dell’ ASEAN fanno parte anche Paesi a partito unico come Laos e Vietnam, e l’organizzazione tradizionalmente evita di adottare posizioni ferme verso uno dei membri; ha inoltre già assegnato alla Birmania il turno di presidenza per il 2014, sdoganando così il regime a livello internazionale.

La partecipazione della NLD (che corre in 47 collegi su 48, dopo aver boicottato le elezioni del 2010) conferisce legittimità al voto e Aung San Suu Kyi è stata libera di svolgere comizi con decine di migliaia di sostenitori, ma non mancano le ombre. La stessa NLD ha lamentato irregolarità nelle liste elettorali potenzialmente sfruttabili dal partito di regime USDP per aumentare la sua quota di voti; in diversi collegi, inoltre, sono state segnalate pressioni di funzionari locali per indirizzare verso il candidato dell’USDP il voto dei dipendenti pubblici o di aziende vicine al regime.

La Brianza ha un legame speciale con la Birmania; diverse volte il dr. Beaudee Zawmin, uno dei responsabili dell’Euro Burma Office ed esponente dell’opposizione democratica del Paese asiatico, ha partecipato ad incontri e conferenze a Monza e in altri paesi del territorio, e molte sono le cittadinanze onorarie conferite a prigionieri politici birmani da Comuni della Provincia, tra i quali ricordiamo Monza, Agrate Brianza, Brugherio e Villasanta.

Inoltre a Monza è attiva l’Associazione per l’Amicizia Italia Birmania – che l’anno scorso ha ottenuto la qualifica di ONLUS – di cui è consigliere il prof. Giuseppe Malpeli, che proprio in questi giorni è a Rangoon presso la sede della NLD; al suo ritorno sono previsti diversi incontri sul tema: “quale futuro per la Birmania?”Le elezioni suppletive del primo aprile in Birmania assegneranno 48 seggi vacanti e hanno visto la candidatura di Aung San Suu Kyi, leader dell’opposizione e Premio Nobel per la Pace. Il voto sarà osservato da 23 inviati dell’ASEAN (l’associazione dei Paesi del Sud-est asiatico), che ha confermato la partecipazione del contingente misto di parlamentari (due per Paese) e osservatori esterni; ci saranno inoltre rappresentanti di USA, UE e ONU, anche se in numero insufficiente a monitorare adeguatamente la regolarità del voto.

Il gesto di apertura del governo conferma il desiderio di far riconoscere alla comunità internazionale le riforme dell’ ultimo anno, tra cui la liberazione di centinaia di prigionieri politici, il ritorno in politica della “Lega Nazionale per la Democrazia” (NLD) di A. S. Suu Kyi, l’allentamento della censura e l’avvio di negoziati con alcune milizie etniche. USA e UE hanno fatto capire che dalla regolarità del voto dipende l’eventuale decisione di allentare o togliere le sanzioni.

Ma è improbabile che gli osservatori, in numero limitato, possano produrre un giudizio comprensivo e definitivo sul voto, che potrà solo scalfire il dominio del regime in un Parlamento di oltre 600 seggi. Sarà in ogni caso indicativo e propedeutico per le elezioni generali del 2015.

Dell’ ASEAN fanno parte anche Paesi a partito unico come Laos e Vietnam, e l’organizzazione tradizionalmente evita di adottare posizioni ferme verso uno dei membri; ha inoltre già assegnato alla Birmania il turno di presidenza per il 2014, sdoganando così il regime a livello internazionale.

La partecipazione della NLD (che corre in 47 collegi su 48, dopo aver boicottato le elezioni del 2010) conferisce legittimità al voto e Aung San Suu Kyi è stata libera di svolgere comizi con decine di migliaia di sostenitori, ma non mancano le ombre. La stessa NLD ha lamentato irregolarità nelle liste elettorali potenzialmente sfruttabili dal partito di regime USDP per aumentare la sua quota di voti; in diversi collegi, inoltre, sono state segnalate pressioni di funzionari locali per indirizzare verso il candidato dell’USDP il voto dei dipendenti pubblici o di aziende vicine al regime.

La Brianza ha un legame speciale con la Birmania; diverse volte il dr. Beaudee Zawmin, uno dei responsabili dell’Euro Burma Office ed esponente dell’opposizione democratica del Paese asiatico, ha partecipato ad incontri e conferenze a Monza e in altri paesi del territorio, e molte sono le cittadinanze onorarie conferite a prigionieri politici birmani da Comuni della Provincia, tra i quali ricordiamo Monza, Agrate Brianza, Brugherio e Villasanta.

Inoltre a Monza è attiva l’Associazione per l’Amicizia Italia Birmania – che l’anno scorso ha ottenuto la qualifica di ONLUS – di cui è consigliere il prof. Giuseppe Malpeli, che proprio in questi giorni è a Rangoon presso la sede della NLD; al suo ritorno sono previsti diversi incontri sul tema: “quale futuro per la Birmania?”

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