Myanmar, pronta una modifica costituzionale per la candidatura a presidente di Aung San Suu Kyi

Importanti aperture dalla Birmania sull’apertura verso la candidatura di Aung San Suu Kyi alle elezioni presidenziali del suo Paese nel 2015 dall’Agenzia Asia News:

l presidente birmano favorevole ai cambiamenti della Carta fondamentale, promulgata nel 2008 sotto il regime militare. Egli chiede modifiche per permettere alla leader dell’opposizione di concorrere alla carica di capo di Stato. Ma avverte dei rischi di stallo politico se le richieste saranno “superiori” a quanto “l’attuale sistema politico” è “disposto a concedere”.

Yangon — Il presidente birmano Thein Sein intende sostenere la riforma della Costituzione birmana e si dice pronto a votare modifiche che permetteranno alla leader dell’opposizione Aung San Suu Kyi di concorrere alla carica di capo dello Stato nel 2015. Ex generale e Primo Ministro ai tempi della dittatura, l’attuale presidente – in carica dal 2011 – ha saputo conquistare fiducia e autorevolezza in seno alla comunità internazionale, grazie a una serie di riforme in chiave democratica che hanno impresso uno sviluppo alla nazione.

Secondo Thein Sein il dibattito che si è formato attorno alla Costituzione è indice di “maturità politica”, in un Paese dove il 25% del Parlamento resta comunque nelle mani dei militari e per procedere a riforme servono i 2/3 dei voti dell’Assemblea. La Carta va “modificata” per restare al passo coi tempi, avverte il presidente, e rispondere “ai bisogni nazionali, economici e sociali” del Myanmar.

Egli ha aggiunto, in un riferimento implicito alla leader dell’opposizione Aung San Suu Kyi, di essere favorevole a modifiche della norma che esclude persone sposate con cittadini stranieri o con figli stranieri, di concorrere alla carica di presidente. “Non vorrei restrizioni – ha aggiunto – che impediscano a qualsiasi cittadino della nazione di diventare anche il capo dello Stato”.

Nel 2015 il Myanmar si recherà alle urne per le elezioni parlamentari; il voto rinnoverà per intero le Camere, chiamate poi a eleggere il nuovo capo di Stato. Dopo decenni di dittatura militare, nel 2011 il Paese ha celebrato le prime elezioni (in parte) libere della storia recente, con un turno suppletivo nel 2012 che ha sancito l’ingresso della leader della Lega nazionale per la democrazia – che ha trascorso 15 degli ultimi 22 anni agli arresti domiciliari per ordine della giunta – in Parlamento.

La Nobel per la pace ha dichiarato di voler correre per la carica più alta del Paese. Tuttavia, è necessaria una modifica della Costituzione – approvata dai militari nel 2008 con un voto farsa, in piena emergenza causata dal ciclone Nargis – che contiene una norma contra personam che impedisce di fatto alla leader democratica di essere eletta.

Nel suo discorso alla nazione, Thein Sein ha inoltre affermato di aver lavorato per “promuovere l’armonia” nel Paese, ma avverte al contempo dei rischi di uno stallo politico “se le domande del popolo” sono superiori a quanto “l’attuale sistema politico” è “disposto a concedere”. Se ciò dovesse accadere, avverte, “potremmo perdere tutte le riforme politiche che abbiamo raggiunto sinora”. In tema di riforme, una Commissione parlamentare è al lavoro per indicare modifiche ed emendamenti, che verranno presentati entro la fine di gennaio per essere sottoposti al voto dell’Assemblea.

http://www.mizzima.com/mizzima-news/myanmar/item/10783-president-backs-changes-to-the-constitutionPresident backs changes to the constitution

http://www.mizzima.com/mizzima-news/myanmar/item/10783-president-backs-changes-to-the-constitution

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *