L’Europa è (ancora) viva

 

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La democrazia è ben viva.

Un sentimento che comprende anche, a partire da coloro che non sono andati a votare, circa la metà degli elettori nei vari Paesi europei, la distanza dalla politica, segno di una domanda radicale di cambiamento e di adeguatezza ai problemi che fino ad oggi non ha trovato risposta soddisfacente da parte dei partiti e dei movimenti politici.

La democrazia è ben viva in Italia. Al dunque, il popolo sceglie. Ha scelto il PD e Renzi, ha fermato il Movimento 5 Stelle e Grillo. Per paura o per convinzione, la sfida era questa, mentre il ciclo berlusconiano va declinando. Ha spazzato via partiti minori, l’elettorato è decisamente orientato a un sistema maggioritario. La scelta è stata chiarissima, si sono spostati milioni di voti, espressione di una volontà positiva: l’Italia deve cambiare senza avventure devastanti, l’Italia ha bisogno di stabilità e di fiducia, e così l’Europa, una scelta politica senza ritorno. E’ ben viva l’Europa politica. La stessa prevedibile avanzata di movimenti euroscettici e di destra, in Francia è il primo partito e vi sono eletti in liste naziste, ma senza alcun sfondamento, è il segno che è in corso una battaglia politica vera. L’Europa politica è una scelta irreversibile ma deve essere più forte, deve avere una visione di sviluppo e non di restrizione, di apertura e non di chiusura, di protagonismo di tutti i Paesi dell’Europa nella costruzione di una nuova coesione politica, senza sudditanze. E’ la visione di un’Europa più vera e più forte dopo la crisi, che ha un sogno per sé e per il mondo, un sogno di libertà, di uguaglianza, di pace. Nelle elezioni dei giorni scorsi si decideva dell’Europa. Vi è un’ area antieuropea dell’elettorato, anche in Italia la Lega è aumentata, che stimola a fornire risposte persuasive. L’area dell’astensione dal voto può significare una presa di distanza dall’Europa, ma è certamente una presa di distanza dalla politica. Nell’insieme l’elettorato per l’Europa, e un’Europa più politica, è rappresentato in maggioranza nel Parlamento Europeo.Quanto all’Italia, è il PD il partito che ha raccolto consensi maggioritari, oltre il 41%. Il PD di Matteo Renzi, che ha dato fiducia, ha impresso una nuova spinta alla politica, ha presentato una nuova leadership, per età e dinamismo. Il Governo si è rafforzato, la sua maggioranza parlamentare ha tenuto, il Movimento 5 Stelle è uscito ridimensionato. Si può andare avanti fino al 2018, realizzando il cambiamento promesso. Questa è la responsabilità del PD e di Renzi uscita dalle urne. E intanto, da subito, l’Italia è chiamata ad una responsabilità per l’Europa che è storica. In queste ore si cominciano a definire i nuovi assetti e ruoli politici, nella Commissione e nel Parlamento. Persone e idee vanno insieme. La Presidenza dell’Unione assegnata all’Italia dal 1° luglio può segnare una svolta politica: sui contenuti, nella visione di lungo periodo, nel cambiamento della gestione. L’occasione è straordinariamente propizia, questa è, a mio parere, la conseguenza più positiva del voto italiano. Il popolo italiano ha scelto di essere protagonista e adesso gli altri partner europei attendono da noi una guida convinta e sicura. Anche il popolo italiano dovrà essere coerente con questa scelta, dobbiamo essere credibili. Dobbiamo tutti insieme riformare noi stessi, nelle scelte, nei comportamenti. Un’Italia migliore è possibile, l’abbiamo dichiarato con il voto, dobbiamo realizzarla.

A lungo ci siamo sentiti in difficoltà di fronte agli altri, deboli strutturalmente, economicamente e politicamente. Oggi è ancora tutto da fare, ma ci siamo alzati in piedi, con la nostra dignità.E’ stato un voto davvero importante, è stato un voto utile, promettente. Nonostante le difficoltà che permangono, anzi proprio esse ci hanno obbligato a svegliarci e a metterci in cammino. La strada è indicata, l’abbiamo scelta. Adesso è tutta da percorrere, con coraggio, con umiltà. E’ questa nuova Italia e questa nuova Europa che dobbiamo consegnare alle generazioni future.

Albertina Soliani Giovedì 29 Maggio 2014

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