Da Aung San ad Aung San Suu KyiFrom Aung San to Aung San Suu Kyi

totoTra questi due nomi è racchiusa la speranza della Birmania.
Aung San, il padre, eroe dell’indipendenza della Birmania, ucciso a 32 anni il 19 luglio 1947 insieme ad altri otto compagni del Comitato Esecutivo.
Aung San Suu Kyi, sua figlia, che allora aveva due anni, ha resistito alla dittatura militare che per decenni ha tenuto prigioniera la Birmania e sta aprendo la strada alla democrazia nel suo Paese.
Questa è la recente storia politica della Birmania, che considera Aung San il Padre della Patria e Aung San Suu Kyi la Madre che protegge il suo popolo.
Domenica 19 luglio è l’anniversario della morte di Aung San.
Nel dicembre scorso siamo stati al Mausoleo dei Martiri a Rangoon: abbiamo deposto la corona di fiori, abbiamo cantato il nostro inno nazionale. Un omaggio dell’Italia a chi ha lottato per la libertà della Birmania.
Quando Aung San Suu Kyi è venuta a Parma, nell’ottobre 2013, ha sostato in raccoglimento davanti al Monumento al Partigiano e poi ha percorso tutto il perimetro circolare lasciando il Monumento alla sua destra. Un omaggio ai nostri combattenti per la libertà.
I popoli si uniscono negli ideali e nell’amicizia.
Aung San è nato a Natmauk, nella Birmania centrale, il 13 febbraio 1915.
Quest’anno la Birmania ricorda il centenario della sua nascita con grandi manifestazioni popolari.
Aung San Suu Kyi ha scritto un saggio intitolato “Mio padre” nel 1984, quando viveva ad Oxford con il marito e i figli. Racconta delle sue origini, del suo carattere, del suo amore per la terra, degli studi, della sua leadership nel movimento degli studenti. “Molte cose lo attraevano nell’ampio ventaglio delle teorie socialiste ma le sue aspirazioni erano sempre rivolte a idee e tattiche intese a portare la libertà e l’unità al suo paese”. Fondò l’esercito al servizio del popolo. Liberò la sua Patria dai giapponesi e dagli inglesi e alla vigilia dell’indipendenza trattata a Londra riuscì a mettere d’accordo tutte le numerose etnie.
Dice di lui U Tin Oo, un generale da sempre a fianco di Aung San Suu Kyi e oggi n° 2 della NLD, che è stato un giovane soldato accanto a lui, che era simpatico, semplice, un gran lavoratore.
Spesso Aung San Suu Kyi ripete una sua frase: “Se non vuoi interessarti della politica pensa che la politica si interessa di te”.
Nella Casa Museo di Aung San a Rangoon è scritta un’altra frase: “Se credi nella tua forza puoi raggiungere le stelle in cielo. E se puoi raggiungere le stelle in cielo perché non possiamo conquistare la nostra indipendenza su questa terra?”.
Oggi la conquista di Aung San Suu Kyi è la democrazia per la Birmania. Indipendenza e democrazia, due soli obiettivi in settant’anni di storia.
Aung San Suu Kyi ha preso il testimone da suo Padre con la stessa determinazione e dedizione al suo popolo.
Aung San e Aung San Suu Kyi oggi sono insieme per una Birmania democratica.
Per il prossimo 8 novembre sono state fissate le elezioni politiche. Ancora non sono limpide e certe le liste elettorali e la Costituzione ancora impedisce ad Aung San Suu Kyi di essere eletta Presidente.
La fatica è ancora grandissima ma Aung San Suu Kyi vincerà le elezioni e dopo nulla sarà più come prima.
Nei prossimi anni Aung San Suu Kyi guiderà la Birmania nel mondo.
Aung San e Aung San Suu Kyi: due vite per la libertà di un popolo, a un prezzo altissimo.

Giuseppe Malpeli
Albertina Soliani

 

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