Cari Amici, sono tornata dalla Birmania

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Una decina di giorni intensi e molto belli, tra Rangoon, la vecchia capitale, e Naypyidaw la nuova capitale politica. I giorni più lunghi per me in Birmania, i primi senza Giuseppe. Me l’aveva detto: “Andrai in Birmania da sola”. Ho sempre sentito la sua presenza.

Con me Alberto Brunazzi, ormai conosciuto là e da Aung San Suu Kyi come mio amico e collaboratore, membro del direttivo dell’Associazione, Clelia D’Apice che oggi riparte per la Birmania per un lungo tirocinio del suo Master a Mae Sot e Rangoon sui rifugiati, Leo Sarli, Presidente del CUCI, il Centro per la Cooperazione Internazionale dell’Università di Parma, e Virginia King, nostra amica birmana che vive in Italia. Nei primi giorni siamo stati insieme poi siamo rimaste io e Virginia.

Un’immersione profonda nella vita della gente, incontri importanti con chi oggi guida il Paese: Aung San Suu Kyi, Consigliere di Stato e Ministro degli Esteri, U Win Htein, suo principale collaboratore, con molti anni di carcere alle spalle, U Tin Oo, più di 90 anni splendidi nella nuova sede di NLD, sei piani con ascensore là dove prima sorgeva la vecchia sede gloriosa, povera e senza mezzi, frequentata da Giuseppe. Min Ko Naing ci ha accolto a Generazione 88, oggi si occupa di scuole dell’infanzia. Accanto alla sede è il Museo della rivolta degli studenti nel 1988. Abbiamo incontrato Charles Bo, il Cardinale di Rangoon nostro amico, abbiamo parlato con lui dei conflitti, del dialogo tra le religioni, della pacificazione. I cattolici sono l’1%. Forse verrà in ottobre a Parma per il primo anniversario della morte di Giuseppe, suo amico. Siamo stati alla Fondazione Daw Khin Kyi, alla scuola di cucina HCTA, fondata da Aung San Suu Kyi.  Un grande progetto. Lì vicino ho incontrato la mamma e i famigliari di Ye Ko, il giovane cuoco birmano ora ad ALMA a Colorno. Vera esperienza di amicizia e solidarietà. Siamo stati alla scuola del Monastero che ospita centinaia di bambini la maggior parte orfani dalle zone di conflitto, alla scuola di Ko Tar che educa i ragazzi al pensiero critico. Ho parlato con i Gesuiti, anch’essi si occupano della formazione degli insegnanti della scuola dell’infanzia. Nascerà così la nuova Birmania.

Abbiamo visitato la sede di Action Aid, di cui saremo partener in un progetto che coinvolge le donne e sviluppa la partecipazione democratica, siamo stati anche alla sede di AAPP, l’associazione per la protezione dei rifugiati politici presso la quale Clelia farà il tirocinio. Ho incontrato Phyu Phyu Thin diverse volte, ci ha raccontato la sua esperienza parlamentare e ci ha portato al nuovo Centro di NLD contro l’Aids che ha costruito con l’ aiuto nostro e del Comitato contro la fame nel mondo di Forlì. Abbiamo incontrato Rosalind Ba Ohn, già rettore della scuola per infermieri all’Università che oggi svolge una grande azione di volontariato. In Birmania molti si dedicano al lavoro volontario, non organizzato. E’ la solidarietà dal basso che sostiene le persone. Siamo stati vicini ai nostri amici, in particolare Thura Tun, Gerardo, Myat, la famiglia di Virginia. Ho visitato anche la sede del giornale di Thura Tun Democracy Today. Ho parlato con Beatrice Brighi, una giovane italiana che vive a Rangoon e sta organizzano la fiera sul cibo e il vino che si terrà a fine novembre. Siamo impegnati nel portare là prodotti e attrezzature di Parma.

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Molti rapporti che spingono a collaborare in questa fase per lo sviluppo della Birmania: dalla educazione alla cultura, dalla sanità alla economia. Abbiamo molti contatti in Italia e in Birmania, questi sono soltanto cenni di un impegno che sta sviluppandosi potentemente e velocemente. Vi è bisogno di molta partecipazione.

L’incontro con Aung San Suu Kyi è stato incredibile. A Naypyidow, al mattino per strada davanti a casa sua, nel pomeriggio a casa sua per molto tempo. Un grande affetto, una conversazione tra amici, dalla Brexit alla felicità, con un grande ricordo di Parma, del Club di 27 e di Giovanni che suonava la fisarmonica sotto le sue finestre.

Tornerò ancora, presto.

Nella sua casa c’è un grande quadro che rappresenta un fiume in piena, un gruppo di anatre che vanno verso l’acqua e un giacinto d’acqua solo in mezzo la fiume. Si chiama beda, resiste agli assalti e porta il fiore. E’ così Aung San Suu Kyi, con i fiori tra i capelli.

L’ho vista più magra, dopo mesi e anni di grandissimo impegno. Sta lavorando per la Birmania dei prossimi 30 anni, sta costruendo lo Stato, mettendo le fondamenta della democrazia, cercando di pacificare il Paese. Ad agosto terrà la Conferenza per la pace con tutte le etnie e le religioni a Panglong, la città dove suo Padre nel 1947 ha unificato le etnie. A fine settembre andrà all’ONU, intanto sta visitando i Paesi del Sud Est Asiatico (ASEAN).  

Ho trovato un Paese che vuole vivere il cambiamento, lontano da conflitti e odi. Ha sofferto abbastanza, vuole cambiare. Nella grande povertà crescono i telefonini.

Sono stata là per rinsaldare i legami, ci aspettavano. Sono tornata con la sensazione che tutto è cresciuto e continuerà a crescere tra noi e loro.

Il sito dell’Associazione www.amiciziaitaliabirmania.it è sempre aggiornato.

Come sapete dal 27 dicembre al 5 gennaio ci sarà il viaggio collettivo in Birmania. Ci sono ancora posti disponibili. Per informazioni telefonare a Sara Avanzini 3381901514.

Sto vivendo un tempo di grande impegno per la vita delle persone, per la democrazia. Politica e spiritualità insieme. Per i giovani, soprattutto, per dare a loro il coraggio nel mondo nuovo. Un modo per vivere insieme le sfide di oggi, dentro gli orrori e le stragi del nostro tempo. Una semina per il futuro.

Sono certa che comprenderete. Uno non sceglie i propri giorni, sono loro che ci vengono incontro. E ci portano doni, come l’amicizia con Aung San Suu Kyi e il suo popolo.

Molti affettuosi saluti e buone ferie per chi le farà.

                                   Albertina Soliani

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