Aung San Suu Kyi in Italia. Albertina Soliani: una gioia collettiva per il popolo italiano e il popolo birmano

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Cari Amici,

sta per arrivare Aung San Suu Kyi, viene qui da noi a Parma, in Italia. Ci sono grandi gioie nella vita, gioie collettive. Quanti hanno seguito più da vicino la sua storia, quanti solo ne hanno sentito parlare, tutti sanno che la sua vita è un valore incommensurabile, che incontrarla, ascoltarla, fa bene all’anima, dà coraggio e fiducia. Aung San Suu kyi è ciò che di più prezioso ha il popolo birmano. La sua unica speranza. Il suo grande punto di equilibrio oggi. Dunque verrà a Parma, da così lontano. Raggiungerà la città di cui è cittadina d’onore dal 2007, quando era rinchiusa agli arresti domiciliari. Fu Marco Ablondi, allora, a costruire con tenacia le condizioni per questo riconoscimento. Poi Giuseppe portò a lei, appena liberata, il gagliardetto del Comune, oggi appeso nell’ufficio della Lega Nazionale per la

Democrazia, a Rangoon.

Il 28 febbraio scorso le consegnammo, con Beaudee Zawmin che l’aveva ritirata qui per lei nel 2008, la medaglia del Comune di Parma. Zawmin entrava in Birmania dopo quaranta anni di esilio. Incontriamo in Aung San Suu Kyi lo spartiacque tra l’etica e il cinismo, l’altruismo e l’egoismo, il coraggio e la paura, la non violenza e la violenza, la fiducia nel futuro e l’amarezza del passato, la democrazia e la dittatura. Il suo spirito fa la differenza, come l’amore per il suo popolo e del suo popolo per lei.

Una Costituzione discriminatoria e antidemocratica nel suo Paese le impedisce di candidarsi nel 2015 alla presidenza. Mentre lei ha testimoniato al mondo intero il valore dei diritti umani e della pace, in Birmania il diritto non è ancora consolidato. Chiediamo il cambiamento della Costituzione in Birmania, come ha fatto mercoledì scorso la Camera dei deputati in Italia e farà il Senato della Repubblica la prossima settimana. Perché la democrazia è una, il diritto è uno e i soprusi vanno denunciati ovunque si manifestino. La democrazia ci sta a cuore in ogni parte del mondo. Aung San Suu Kyi incontrerà a Roma il Sindaco e le più alte cariche dello Stato, a Torino Fassino, a Bologna la Città e l’Università, che inaugurerà con lei solennemente l’anno accademico. Se si studia, si studia per i più alti valori umani e l’università è il luogo nobile della ricerca. Poi verrà a Parma e incontrerà gli studenti: sono il futuro e lei guarda soprattutto a loro.

La sera del trentuno entrerà al Teatro Regio per l’ultimo concerto del Festival Verdi 2013, laMessa da requiem.

Avremo gli stessi sentimenti, le stesse emozioni e profondo sarà il legame tra noi.

Quando l’ho incontrata, il 7 agosto scorso a Naypyidaw, le ho detto in francese: «Siamo arrivati fin qui perché vogliamo accompagnarti a teatro. E sostenerti fino a vincere le elezioni del 2015».

Adesso che lei arriva so che i miracoli accadono. Innumerevoli sono state le disgrazie che in questi anni hanno attraversato Parma. Oggi è un grande momento di grazia, un grande dono è offerto alla città.

In seguito, sarà più forte il legame tra il popolo italiano e il popolo birmano, e avremo modo di sperimentarlo.

Grazie Aung San Suu Kyi, in birmano “gesù de marè”!

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