Il colpo di stato in Myanmar

Quaresima in Myanmar, cardinale Bo: non cedere alla disperazione

L’ arcivescovo di Yangon, nella sua omelia pronunciata per l’inizio del cammino che ci porta alla Pasqua, prende spunto dal difficile momento che vive il Paese per incoraggiare alla speranza. Il Myanmar, scrive, “non può essere sempre sulla via della sofferenza, cominciamo i nostri quaranta giorni con la speranza e con la preghiera per la riconciliazione della nostra nazione”.

 

Nonostante la pandemia da Covid-19 e il recente colpo di Stato, il Myanmar deve vivere la Quaresima con grande speranza: così, in sintesi, il cardinale Charles Maung Bo, Arcivescovo di Yangon, nella sua omelia pronunciata per l’inizio dei 40 giorni che preparano alla Pasqua. Due le sfide che deve affrontare il Paese asiatico, ricordate dal porporato: l’emergenza sanitaria da coronavirus che ha provocato, ad oggi, 142mila casi in totale ed oltre 3mila decessi, e il colpo di Stato avvenuto il 1.mo febbraio ad opera della giunta militare e che ha portato all’arresto della leader Aung San Suu Kyi. “Questa Quaresima arriva in uno nei momenti più impegnativi della nostra vita personale e del Paese – ha evidenziato l’Arcivescovo – Ci sentiamo bloccati dalla disperazione. Ma di fronte a grandi sfide, questo è il tempo della preghiera, del digiuno, della conversione”. Il Myanmar “non può essere sempre sulla via della sofferenza – ha ribadito il cardinale Bo – Cominciamo i nostri quaranta giorni con la speranza e con la preghiera per la riconciliazione della nostra nazione”.  

 

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